Fare rifornimento in Svizzera continua a costare di più. Dopo i rincari registrati nei giorni scorsi, il prezzo dei carburanti è aumentato di circa 4 centesimi al litro nell'ultima settimana, raggiungendo i valori più elevati degli ultimi due anni.
Secondo i dati diffusi dal Touring Club Svizzero (TCS), il prezzo medio della benzina senza piombo 95 è salito a 1,96 franchi al litro, rispetto agli 1,92 franchi della settimana precedente, con un incremento del 2,1%. Anche la benzina senza piombo 98 è aumentata, passando da 2,03 a 2,07 franchi al litro, mentre il diesel è salito da 2,10 a 2,14 franchi.
Nonostante questi rincari, i prezzi restano inferiori ai picchi registrati nel 2022 dopo l'invasione russa dell'Ucraina, quando la benzina senza piombo 95 aveva superato i 2,30 franchi al litro. Tuttavia, dalla fine di febbraio 2026, con l'inizio del conflitto in Iran, benzina e diesel hanno registrato aumenti compresi tra il 17% e il 20%.
Secondo il TCS, le tensioni in Medio Oriente rappresentano solo una delle cause dell'aumento dei prezzi. A incidere sono anche i danni subiti da alcune raffinerie russe, la temporanea riduzione delle esportazioni di carburante dalla Cina e il basso livello delle acque del Reno, una delle principali vie di approvvigionamento della Svizzera. La ridotta navigabilità del fiume limita infatti il carico delle imbarcazioni, facendo aumentare i costi di trasporto dei prodotti petroliferi.
Nel frattempo il prezzo del petrolio ha iniziato a diminuire: venerdì il Brent è tornato sotto la soglia dei 100 dollari al barile. Questo calo, però, dovrebbe riflettersi sui prezzi alla pompa solo nelle prossime settimane.
